Siete fatti per essere il numero 1 o il numero 2 ?

Benché complementari queste due posizioni sono molto differenti così come i profili che vi sono adatti.

Sono rare le persone capaci di essere nello stesso tempo il numero 1 e il numero 2 perché le qualità necessarie per tenere l’una e l’altra di queste posizioni sono molto differenti.

Eppure questi due attori maggiori dell’impresa devono funzionare in binomio quello che impone logica Chiara di complementarietà e di sinergia.

In generale ho tre grandi tipi di percorso portano alle funzioni di direzione:

Il percorso fortuna

È sempre più raro nei grandi gruppi. In questo caso preciso il fattore decisivo essenzialmente il caso. Nelle imprese familiari o patrimoniali il legame di parentela o personale molto forte con un erede garantisce la successione. Il numero 2 impara dal numero 1 aspettando il suo turno.

Il percorso di costruzione

Nelle imprese occidentali l’organizzazione è tradizionalmente fatta di scalini che abbisogna salire. Questo tipo di percorso può provocare la dell’insoddisfazione perché è spesso attraverso l’esperienza del fallimento che un individuo scopre il limiti della sua possibile evoluzione.

Il percorso naturale

È quello che avanzato a seconda sulla conoscenza di se, sulla capacità di rinuncia e sull’umiltà per essere in una dinamica di miglioramento permanente. Per seguire questo percorso ci vuole anche una buona dose di intelligenza razionale una certa visione strategica ed anche una reale capacità di riunire, animare e rappresentare l’organizzazione.

Quale che sia il percorso del dirigente il numero 2 deve avere per lui una funzione di risorsa: Deve essere capace di gestire e controllare l’insieme delle pratiche, di stabilire una cartografia dei rischi e delle opportunità, di pilotare le attività e di detectar il potenziale umano tecnico e tecnologico indispensabile all’ evoluzione dell’impresa.

Le funzioni di numero 1 e numero 2 corrispondono anche a dei profili psicologici diversi e delle attitudini e delle scelte personali distinte.

Ombre e luci

L’impresa è oggi un media, il suo dirigente un porta parola il suo numero 2 il supporto di questa parola.

Il numero uno deve potersi rivolgere a tutti gli strati dell’impresa e quindi avere le qualità relazionali per farlo: All’esterno deve parlare gli azionisti ai banchieri ai leader d’opinione, ma anche ai clienti e ai prospetti; all’interno deve sapersi esprimere davanti a l’insieme dei collaboratori, dei partners sociali e degli amministratori.

La sua missione consiste per il 40 o 50%, a portare il progetto di l’impresa perché questo sia conosciuto compreso e accettato da tutti.

In quanto consigliare il privilegiato il numero 2 deve consacrare dal 30 al 40% del suo tempo al numero uno. Deve anticipare i suoi bisogni trovare delle soluzioni ai problemi che si pongono. Benché essenziale non deve aspettarsi di ottenere della riconoscenza e questo non deve far nascere in lui il minimo di sentimento.

Il numero 2 hai il potere ma non lo esercita, è quello che resta nell’ombra quando il numero 1 e costantemente sotto i riflettori.

Beninteso certi numeri due diventano degli eccellenti numero uno ma è perché possiedono già il ventaglio di competenze di un numero 1 ed in più le qualità di un numero 2.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *