Chi può essere un leader?

La risposta non è così semplice esistono però molti tipi di approccio per tentare di darne una. La leadership e’ sovente il frutto di una congiunzione di elementi.

Ci sono soprattutto coloro che vogliono vedersi attribuito questo titolo per quello che sono, quello che rappresentano. Il chi è quello che importa in questo scenario. Questi individui presentano delle caratteristiche particolari che gli permettono di imporsi naturalmente, una di queste è il carisma, il vero fattore di differenziazione.

Per esempio Silvio Berlusconi o Barack Obama: Si può apprezzarli o meno ma sono dei leaders incontestabili.

Ci sono poi quelli che sono dei leader per quello che fanno: Siamo nella sfera del cosa. Quelli che hanno realizzato gli piazza al di sopra dei comuni mortali. Jean Paul Sartre, per le sue opere e la corrente intellettuale che ha saputo ispirare, ne è la perfetta illustrazione.

Poi ci sono quelli che diventeranno dei leaders a causa di ciò che vivono: E il dove che conta in questo caso.

Il luogo e le circostanze dell’azione fanno in questo caso la differenza. Stone Churchill non avrebbe senza dubbio segnato il mondo in maniera così forte se gli avvenimenti drammatici della seconda guerra mondiale non gli avessero offerto la possibilità di mettersi in evidenza come primo ministro del Regno Unito.

Viene infine il come. Certe persone e arrivano a raggiungere il loro obiettivo attraverso i mezzi che utilizzano. Sono allora il loro metodo o il loro modo di operare che li distingue.

Non è necessario rispondere ha tutte queste caratteristiche per riuscire ad essere percepiti come un leader, ma il grande uomo, così come inteso da Hegel, prima o poi è destinato ad arrivarci.

Offrendo una forma di completezza non potrà che segnare la storia in un modo indelebile. Il generale De Gaulle rispondeva a questa descrizione, presentava il profilo di un leader completo. Il 25 agosto 1944 libera Parigi, cosa, poi guida la Francia del dopoguerra con un metodo e rigore, chi è come, è presente al momento di alcuni dei più grandi cambiamenti della storia francese, dove, e ha sempre condotto le sue azioni con un determinato senza accettare compromessi sui suoi valori e usando la comunicazione in una maniera molto moderna, chi è come.

Voler redigere il profilo del leader l’ideale sarebbe molto azzardato. Se ne parla molto ma soprattutto perché sarebbe più semplice per tutti disporre di una scheda tipo. Immaginate che esiste un test per misurare la leadership ad un individuo come si fa per il quoziente intellettivo…

In ogni caso alcune caratteristiche si ritrovano in maniera quasi sistematica: Un grande coraggio, una potenzialità di visionario, un senso della realtà, una certa etica, un autenticità nell’azione, una capacità a lasciare che le emozioni si esprimano e trarne profitto, una naturalezza nelle relazioni, un talento doratore, un carisma affermato e per ultimo una dose di umiltà.

L’ha ancora il dosaggio fra questi differenti elementi può cambiare da un individuo all’altro.

In linea generale i leaders sanno dove vanno e conoscono il cammino che vogliono prendere. Hanno una visione e definiscono molto precisamente le tappe per arrivare ai loro fini. Credono nel futuro e sono ottimisti. Il leader pessimisti non esistono. Anche se non sottostimano mai le difficoltà, hanno fiducia nelle loro capacità e mantieni morale d’acciaio trasformando le loro inquietudini in azioni.

Che siano in un gruppo ristretto oppure che intervengano davanti a un gran numero di persone il leader si suscitano quasi sempre passione e invidia.

Hanno il dono di trasformare le situazioni delicate in opportunità e i contrattempi in assi nella manica. Generalmente esigenti definiscono per se stessi e per gli altri degli obiettivi ambiziosi.

Quando la maggior parte dei concorrenti cercano di guadagnare delle parti di mercato, loro non smettono di voler reinventare un’industria ho un mestiere.

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