4 condizioni per diventare un leader

Bisogna prima di tutto volerlo. Tutti i presidenti, dal generale De Gaulle a Francois Hollande, si sono issati sulla cima dello Stato perché ne avevano da sempre il progetto.

In seguito anche se l’espressione della leadership può essere personale, bisogna riuscire a imporre il proprio stile e la propria impronta. Quelle e quelli che non ci riescono non restano in carica per molto tempo.

Presto tardi sono scartati dal microcosmo dove si evolvono perché noi tutti abbiamo bisogno di un capo in cui riconoscerci, qualcuno che noi vogliamo ammirare.

In realtà sono solo i metodi che sono cambiati… Ieri un combattimento di capi dava ragione al più forte, oggi un licenziamento o un’elezione è sufficiente per finirla con un leader che manca di qualcosa. Se volete diventare un leader dovrebbe rispondere a 4 imperativi

Essere pronti a prendere dei rischi

Bisogna quindi volerlo e volerlo più degli altri.

I leaders naturali sono disposti a fare un certo numero di scommesse per raggiungere il loro scopo. Delle prese di rischio che un individuo lambda non oserebbe mai affrontare.

Loro non distolgono mai lo sguardo dall’obiettivo e sono in generale pronti a sacrificare molto per raggiungerlo. Per questo non transigono mai sull’essenziale. Prendono solo raramente delle vie traverse e non cambiano di direzione se non quando sono convinti che non hanno nessun altra scelta.

Essere flessibili e reattivi

In due o tre decenni i modelli si sono molto evoluti. Dalle organizzazioni gerarchiche al potere centralizzato noi siamo passati a delle strutture matrici con dei poteri decisionali ripartiti e dei circuiti d’approvazione più corti.

Maggiore delegazione dei compiti ma anche maggiori rischi da gestire. Da cui l’invenzione della governance che si è poco a poco sostituita al sistema piramidale dove tutto era sotto controllo.

Il manager esperto è diventato col tempo un manager pilota.

Saper ispirare fiducia

Il leader deve dare il sentimento di una relativa stabilità, se per gestire la sua energia fisica e mentale, non comunicare il suo stress, essere empatico, e non essere concentrato su se stesso quello di rischio di cadere nelle spire di un narcisismo incontrollato.

Essere consigliato o allenato non ha il significato di un atto di debolezza ma il contrario di una prova di intelligenza.

Aver coscienza di sé e degli altri

Questo va al di là delle competenze del savoir-faire e dei tratti della personalità di ciascuno. E ciò che si è veramente. La coscienza. Il cuore del sistema di valori.

Tutto e la scannerizzato analizzato. Decorticato. Ciò che si è vissuto e ciò che si è provato. Il reale e l’immaginario. La coscienza individuale e la coscienza collettiva sono due potenti motori che donano al leader un potenziale illimitato una certa distanza rispetto ai fatti è una profondità di analisi.

Tutto quello che separa il leader dall’individuo lambda.

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